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Epistola Ultima

Un ritratto evocativo di San Paolo in musica, danza, immagini e parole: una celebrazione della figura aspra e illuminata dell’uomo che ha portato il messaggio di Cristo fuori dei confini del contesto ebraico.

Lo spettacolo ruota intorno alla figura di San Paolo già anziano, prigioniero a Roma, incatenato per mesi ad un soldato romano decisamente poco spirituale. Il rapporto fra questi due protagonisti è espresso in breve scene di dialoghi o monologhi, di tono molto concreto: umano, quasi crudo, a volte anche sorridente. Qui vediamo anche l’aspetto contraddittorio e aspro di San Paolo, mentre – da un rapporto inizialmente di scontro violento fra i due condannati a conviverci – nasce a poco a poco la conversione del “carceriere” da parte del “prigioniero”. Ma l’immagine dei due uomini incatenati l’uno all’altro è anche un potente simbolo della condizione umana, dove l’aspetto spirituale e quello animale devono convivere in modo così difficile e complesso.

Nel corso dello spettacolo queste brevi e intense scene parlate servono ad introdurre dei flashback ma anche vari altri tipi di salto di dimensione, compresi “flash-in-avanti” fino ai giorni nostri. In queste scene sono evocati alcune degli episodi cruciali della vita di Saulo/Paolo, e si accenna in modo onirico a conseguenze e corrispondenze in altre epoche o dimensioni, ma soprattutto il linguaggio cambia: invece della parola “realistica” che i due uomini usano nella prigione, si usa un linguaggio poetico fatto soprattutto di musica, danza e immagini proiettate. Questo linguaggio permette di superare il racconto didascalico – per capitoli – della vita del Santo, per trasportare invece lo spettatore in un’emozione più evocativa e contemplativa, non più incatenata alla realtà razionale, biografica o storica. Nelle scene di danza e musica, la figura di San Paolo giovane è rappresentata da un ballerino, con un gruppo di danzatori che rappresentano di volta in volta vari figure ed episodi, e verso la fine, come in anticipazione della morte, il Paolo vecchio e quello giovane s’incontrano in un momento di alta emozione.

Testi: Rosa Stipo

Musiche: Adriana Del Giudice

Coreografie: Manuel Parruccini

Scenografia: Michele Della Cioppa