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Ulisse

L’Odissea non è una storia lontana, vissuta da un uomo coraggioso e scaltro di altri tempi chiamato Ulisse, ma l’”avventura senza tempo” che ognuno compie dentro di sé prima di scegliere, amare, vivere. Giocando sul continuo rimando tra ontogenesi e filogenesi, l’”Ulisse” musicato da Adriana Del Giudice con testi di Rosa Stipo mostra il percorso di un bambino di nome Matteo che, prossimo al giorno del suo compleanno, riceve in dono la possibilità di scegliere e rivivere una tra le milioni di storie scritte, immaginate e vissute dagli uomini, da Adamo fino ai giorni nostri.

Proprio come Ulisse nel mito di Er, narrato nella Repubblica di Platone, Matteo si ritrova davanti ad un immenso catalogo magico: tutte le storie sono a sua disposizione, appese come ampolle di luce alle radici di un albero incantato. Ispirato dal verso dantesco del XXVI canto dell’Inferno – “fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza” – Matteo sceglie di essere l’Ulisse dell’Odissea omerica, riadattato in una chiave interpretativa moderna, tra Matrix e i videogame.

Matteo, accompagnato dall’amico Hermes e da un bastone incantato, affronterà mille avventure, imparando sempre qualcosa in ognuna di esse: l’equilibrio, la capacità di conciliare controllo e spontaneità, la saggezza di tenersi lontano dalle mode e di evitare le cattive abitudini, la lucidità di scoprire l’inganno dietro alle tentazioni del Male e, infine, l’importanza della musica di ogni tempo (ripercorsa dalla partitura di Adriana Del Giudice, in oltre 2000 anni di stilistica: da Vivaldi all’impressionismo, dalle percussioni arcaiche ai ritmi caraibici, dall’etnia mediorientale all’elettronica). Ma per imparare tutto questo dovrà affrontare Polifemo, le tempeste scatenate da Eolo, le fiere della Maga Circe, l’isola dei Lotofagi, il tenebroso mondo dell’Ade, lo stretto di Scilla e Cariddi, fino allo scontro finale con il nemico più temibile, Poseideone, il “Programmatore oscuro” che si annida nelle sfere più recondite della coscienza umana e tenta, ogni volta che può, di trascinarla verso un’individualismo superomista che vorrebbe fare a meno degli altri. Matteo resiste alle tentazioni di Poseidone, rompe la sfera di solipsismo in cui il “Programmatore nero” avrebbe voluto costringerlo, e scopre che tutto ciò che cercava all’inizio del viaggio – avventura, amore ed emozioni – lo possedeva già, senza saperlo. Il giovane, nel corso del suo viaggio senza tempo, cresce e matura la consapevolezza di essere immerso in una rete di affetti capace di sostenerlo e proteggerlo nella difficile avventura della vita e, svegliandosi da un lungo sogno, scopre che i compagni del suo viaggio magico altri non sono che gli amici di tutti i giorni, quelli sui quali può contare davvero, la mamma, e tutti i compagni di giochi e di sogni.

Testi: Rosa Stipo

Musiche: Adriana Del Giudice

Coreografie: Manuel Parruccini

Regia: David Haughton